Conferenza Italiana sul Software Libero

Cagliari 11-12 Giugno 2010 - Incontro della comunità italiana del Software Libero

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Resoconto Workshop Software Libero e PA

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logo_unica2Il Workshop, che si è tenuto l'11-6-2010, oranizzato da Università di Cagliari, Consip e Associazione Software Libero, a cui erano presenti molte Pubbliche Amministrazioni ed operatori del settore, è stato incentrato sul tema dell'adozione consapevole del Software Libero per la Pubblica Amministrazione nel quadro degli strumenti normativi attualmente disponibili.

 

 

La recentissima sentenza n. 122/2010 della Corte Costituzionale, peraltro, emessa in riferimento alla Legge Regionale Piemonte del 2009, ha riaperto il dibattito sull'interpretazione della legislazione vigente. La trattazione è stata effettuata con il supporto delle testimonianze di diversi soggetti che hanno presentato le proprie esperienze.. In particolare è stata evidenziata la “solitudine” in cui le Pubbliche Amministrazioni si trovano ad affrontare le scelte sul Software Libero, che rende palese l'esigenza di occasioni di confronto sui possibili approcci metodologici e sui possibili modelli di coordinamento delle iniziative. L'obiettivo del Convegno era quello di portare all'attenzione della Pubblica Amministrazione le opportunità di adozione del Software Libero nel contesto di un quadro normativo di riferimento, sostanzialmente immutato dal 2005.

In questo contesto Maria Stella Marotta di Consip ha posto l'accento sulle posizioni di Consip rispetto all'Open Source , analizzandone il percorso e scenari di adozione, in relazione anche alla proprietà del SW, Open Source e Riuso analizzando il caso OpenCMSP@ e di come la Community delle PA: possa essere un circolo virtuoso per il riuso. Inoltre ha approfondito l'esperienza del portale OS PA, raccontando poi la loro esperienza di adozione di OpenOffice.org . In conclusione del suo intervento ha inoltre inquadrato i rapporti tra i sistemi di acquisti in rete ed Open Source , negli ambiti del mercato elettronico della PA e delle Convenzioni .

Successivamente Carlo Vaccari di ISTAT, ha raccontato le esperienze di ISTAT ed INAIL nell'Open Source, mettendo l'accento sul ruolo attivo che le PPAA possono avere in questo contesto, rimarcando l'importanza della condivisione e del supporto della comunità e delle imprese. A corollario di questo intervento Alessandro Simonetta e Guido Borsetti dell'area consulenza per l'innovazione tecnologica dell'INAIL hanno inviato il loro contributo sul tema dell’innovazione tecnologica e l’open source al servizio della pa.

Il punto di vista della Regione Veneto è stato poi espresso da Gianluigi Cogo che ha parlato delle Norme in materia di pluralismo informatico, diffusione del riuso e adozione di formati per

documenti digitali aperti e standard nella società dell'informazione , LR del 14 novembre 2008, n. 19 (BUR n. 95/2008) , descrivendone i vari aspetti.

Michele Marchesi dell'Università di Cagliari poi posto l'accento su come il Floss possa essere una importante occasione di sviluppo per il territorio. Nel dettaglio ha spiegato come l'utilizzo di software proprietario di tipo generale, come sistemi operativi, DBMS, applicazioni di produttività individuale, linguaggi e ambienti di programmazione sta diventando una scelta sempre meno intelligente. Ciò è maggiormente vero per un paese come l'Italia, che ne produce molto poco. Adottare in modo massiccio software FLOSS, che ormai ha raggiunto una qualità e una diffusione più che rassicuranti, è una scelta che andrebbe fatta soprattutto dalle Pubbliche Amministrazioni, per il ruolo trainante che potrebbero avere. Il risultato sarebbe un enorme riduzione del flusso di "royalty" the esce ogni anno dal paese, e che potrebbe invece andare a fertilizzare realtà "high tech" locali.

In conclusione il tema del FLOSS come elemento di aggregazione di impresa, pubblica amministrazione, università e community è stato affrontato da Francesco Di Cerbo della Libera Università di Bolzano-Bozen. Nella presentazione, a partire da un caso d'uso concreto, si è rimarcata l'importanza dei processi di sviluppo software aperti sul modello di quelli FLOSS, e dell'adozione di una loro metodologia di valutazione ed analisi secondo standard di riferimento, quali ad esempio OMM, sviluppato all'interno del progetto FP6 Qualipso. Le esperienze di riuso di software custom nelle PA sarebbero agevolate, le aziende software potrebbero regolare il loro processo produttivo su uno standard certificato.

 

In conclusione la tavola rotonda, coordinata da Marco Ciurcina dell'Associazione per il Software Libero ha guidato al discussione dei relatori in relazione alle norme del CAD in materia di formati aperti e software libero ricordando le ragioni che hanno portato alla loro emanazione ed evidenziandone luci ed ombre, in particolare l'idoneità a valutare le esternalità prodotte dall'uso di formati aperti e software libero nella Pubblica Amministrazione.

Questa tavola rotonda ha portato ad un animatissimo dibattito che ha coinvolto la pienissima sala in una serie di approfondimenti che hanno poi portato alla scelta di proseguire questa discussione in una lista ed in un gruppo di lavoro appositi.

Il dibattito è stato aperto dall'avv. Laura Garbati che ha raccontato la vicenda della sentenza della Corte Costituzionale n. 122/2010 dal punto di vista della Regione Piemonte.

E' quindi intervenuto Giulio de Petra che ha dato conto di una proposta di emendamento dell'art. 68 del CAD, proposta dalle Regioni al Governo nel quadro dei lavori di emendamento del CAD in corso di elaborazione, in forza della quale si vuole ristabilire, nel quadro della valutazione comparativa prevista dall'art. 68 del CAD, la preferenza per il software libero puntando l'attenzione sui vantaggi che ne conseguono (ispezionabilità, riusabilità, interoperabilità, minor costo d'uscita, valorizzazione delle competenze ed indipendenza da un unico fornitore, ecc.) prevedendo anche, in via presuntiva, in che misura i funzionari della PA devono tenere conto di tali caratteri positivi nel realizzare la valutazione comparativa con le altre soluzioni disponibili.

Infatti, come ha aiutato a ricordare Flavia Marzano con il suo intervento, questa preferenza era prevista nella Direttiva Stanca ma si è “persa” nella riformulazione della norma che ha portato all'attuale art. 68 del CAD.

E' quindi intervenuto l'avv. Giambattista Gallus che ha ulteriormente approfondito l'analisi della sentenza 122/2010 della Corte Costituzionale.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Giugno 2010 17:31  

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